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caro ed indimenticabile Totò, napoletano verace, era un
artista completo: chitarrista, cantante, autore, compositore,
arrangiatore, produttore, scopritore di talenti, direttore d'orchestra.
A sei anni già suonava la chitarra. Sua madre un giorno
gliela spaccò in testa, ma lui - caparbio - fortunatamente
continuò a suonare.
A tredici anni 'faceva' i matrimoni portando i soldi a casa.
A quattordici vince il concorso nazionale radiofonico e qualche
anno dopo il suo nome è scritto nell'albo d'oro del più
grandi chitarristi del mondo.
A diciassette anni entra come chitarrista solista a far parte
del quartetto “Marino Marini” che avrà un enorme
successo internazionale e, con il quale per 6 anni gira il mondo
nei più grandi teatri: l' ”Olympia” di Parigi
dove conosce Edith Piaf e Brigitte Bardot, il “Palladium”
di Londra con Ella Fiztgerald, Jerry Lewis, Nat King Cole, la
“Carnegie Hall” di New york, etc... |
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Il maestro Totò Savio compone musica già da ragazzo,
tra l'altro scrive “La testa come un pallon” che diventa
un successo internazionale. Ha venduto un milione di dischi come
cantante solista. Totò aveva una splendida voce calda e
roca, che perse nel 1990 dopo aver subito un'operazione per un
tumore alla gola.
Avevo 16 anni quando ci siamo conosciuti nella frizzante estate
della costa Azzurra, ci siamo conosciuti. Io bionda parigina e
lui moro napoletano.
È stato un colpo di fulmine.
Poco dopo ci siamo sposati a Milano (dove abbiamo vissuto per
due anni in Via Guerrazzi 2 di fronte al parco dell'Arco della
Pace) nella chiesa di San Fedele in Piazza San Fedele, e come
pioveva quel 29 ottobre!
E, con il passare del tempo, cresceva sempre il nostro grande
amore.
Io già cantavo, nata e cresciuta a Parigi, mi sono diplomata
"aux Beaux Arts" (Belle Arti) di Parigi dove c'era una
grande corale nella quale ero la cantante solista.
Un giorno un collega mi propose di cantare nel cabaret che insieme
ad altri giovani artisti stavano creando sulla “Rive gauche”
della Senna – accettai subito.
Il locale era una macelleria equina che trasformammo lasciando
fuori, soltanto l’insegna originale: una testa di cavallo,
che dipingemmo d’oro e chiamammo “Le Cheval d’Or”
(Il Cavallo d’Oro) che tuttora esiste. Fu inaugurato dal
grandissimo Georges Brassens che ebbi poi la fortuna di conoscere
bene frequentando anche casa sua e sua moglie.
In Francia, a Parigi, allora, c’era una trasmissione televisiva,
la più importante del sabato sera che riprendeva tutti
i cabaret nuovi più interessanti. Così la tv venne
allo Cheval d’Or a riprendere tutto lo spettacolo, nel quale
cantavo tre canzoni medievali francesi; avevo 14 anni ed era la
mia prima apparizione televisiva.
Tornando alla nostra vita insieme, poco dopo esserci sposati a
Milano dove abitavamo, Totò lasciò il Quartetto
di Marino Marini per formare il suo primo gruppo musicale: Totò
Savio ;
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| Jacqueline
alle Belle Arti |
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Il
primo gruppo: Totò savio e il suo complesso |
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